Un passato, rimasto senza un nome per troppo tempo, confuso tra i soliti problemi: familiari, quotidiani e quant’altro, insomma, un buio totale. Una convivenza forzata con un mostro silenzioso, che faceva paura ma soprattutto vergogna. Il ricovero, un percorso psicologico, diete sbagliate e scorciatoie pericolose e quelle pillole maledette che promettevano soluzioni peggiorando ancor di più la situazione rendendola insostenibile fino a ritrovarsi con 140 chili addosso e tanta disperazione. Ma un giorno qualunque ha cambiato tutto. Stava lavorando, impegnata in una dimostrazione di prodotti per la casa, quando uno sconosciuto si è avvicinato. Un insulto. Parole dure, amare, che hanno fatto crollare ogni difesa. In quell’istante non c’era più nulla da nascondere ma paradossalmente, quelle parole aprirono la strada verso la luce: venivano da qualcuno che aveva attraversato la stessa odissea. Da lì, Rosa ha iniziato ad avere il coraggio di cambiare affrontando un nuovo percorso duro, molto impegnativo ma di rinascita. E’ arrivato l’intervento chirurgico per la riduzione dello stomaco andato oltre ogni aspettativa. C’era Massimo accanto a lei, (c’è sempre lui) il suo compagno, fondamentale per vicinanza e sostegno. Un uomo che si è innamorato di lei in tutto il suo splendore. Perché Rosa è davvero bella e brilla con la sua anima pura, capace di trasmettere buone sensazioni. Lui, un uomo speciale, nonchè runner, le ha offerto tutto se stesso aiutandola a camminare. Un gesto che può sembrare banale, ma per chi soffre di obesità è un lusso e muovere i primi passi verso la vita, verso la scoperta di sé e del proprio corpo ha rappresentato una grande conquista. Così come quel primo giorno in cui è entrata in un negozio “normale” chiedendo la taglia più grande, convinta di non poter entrare in misure diverse. Ma quella gonna le stava larga e la maglia pure. Le lacrime scendevano senza controllo e quel sogno finalmente diventa realtà. Oggi vive con la consapevolezza che il percorso non finisce mai, con un nuovo stile di vita e soprattutto cercando di gestire le ricadute. Non vuole più essere derisa, né osservata con curiosità o cattiveria dagli ottusi o da chi ha avuto solo più fortuna. È una guerriera, una donna che combatte ogni giorno non solo per sé, ma anche per chi ancora non ha il coraggio di affrontare questa battaglia. Racconta la sua esperienza per invogliare altre persone come lei a scegliere un percorso di rinnovamento perché l’obesità è una patologia seria che va curata. Non è solo un fattore estetico ma molto di più a partire dai gesti più semplici, come allacciarsi le scarpe, ed è una ferita profonda nell’anima e nel corpo. Oggi indossa con orgoglio una maglia della Tivoli Marathon e in quella maglia è scritta tutta la sua storia. Oggi corre. Va piano, ma corre. Partecipa alle gare, e il suo primo traguardo, a Talenti, resterà per sempre nel suo cuore: attraversare quella linea di arrivo ha significato rivivere in pochi secondi tutto il suo passato e capacitarsi, finalmente, di avercela fatta. Non ha fretta. Sa che c’è ancora tanta strada da fare. Ma la corsa oggi le dà forza, energia, voglia di andare avanti. E la squadra per una donna timida e chiusa come lei è gioia, entusiasmo, e soprattutto incoraggiamento a non mollare mai. Rosa è fiera di sé, ha scoperto la sua parte migliore, nascosta per troppi lunghi anni nelle profondità di quel corpo che oggi inizia ad amare. Spogliarsi di un vissuto così personale è un grande dono per tutti noi e per chi non ha ancora il coraggio di dare un nome a questa malattia. Grazie Rosa De Ponte per averci dato l’onore di condividere la tua esperienza di vita. Benvenuta nel mondo runner e ricordati di correre e di non fermarti mai. #RosaRun