Alla Maratona di Londra, qualche mese fa, Senada Ibrakovic ha gareggiato ad una sola settimana dalla perdita della sua amata mamma. Ha affrontato la competizione con un vuoto incolmabile nel cuore, spingendosi fino al limite delle proprie forze, sostenuta dall’amore immenso che solo una figlia può provare per un genitore. Ha trasformato il dolore in energia, riempiendo quel vuoto passo dopo passo e portando a termine una delle imprese più difficili della sua vita. Una lunga preghiera in movimento, chilometro dopo chilometro, fino al traguardo dei 42,195 chilometri. Una medaglia conquistata con il cuore spezzato, ma anche un potente messaggio d’amore e di gratitudine nel ricordo di una persona speciale, salutata nel modo più autentico che conosce: correndo.